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16 giugno 2006
Chiuso per Ferie
Non e' eastto, perche' non di ferie ma di lavoro che si tratta, ma la settimana scorsa e la prossima saro' in giro per l'Italia, e quindi no blog. Magari quando torno c'ho altri motivi di odio per i connazionali
State bene
| inviato da il 16/6/2006 alle 15:0 | |
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1 giugno 2006
Fuckin' Italians !
C'e' una cosa decisamente fastidiosa che accade dopo un po' che vivi e lavori all'estero: sempre piu' spesso ti ritrovi ad inveire in vario modo contro "gli italiani". Di solito e' per ragioni di lavoro, nel senso che se hai rapporti di business a qualsiasi livello con l'Italia, ti trovi in difficolta' a spiegare come "gira il fumo" nello Stivale ai tuoi colleghi e capi anglosassoni, e a sacramentare su tutta una serie di cavilli, pastoie, casini tipicamente italioti; oppure per motivi cultural-politici: ricordo ancora un mio capo del Minnesota che, all'indomani delle dichiarazioni del Nano Moquettato sulla "superiorita' della civilta' occidentale" pochi giorni dopo 9/11, mi chiamo' nel suo ufficio per chiedermi (testuale) cosa cazzo aveva in mente il MIO Primo Ministro (spiegaglielo che non era mio…).
La cosa e' seccante: in fondo, agli "italiani" appartengo anch'io, ho ancora un sacco di amici che vivono la', molti sono compagni, parecchi tifano per la Maggica…insomma, ci sono anche brave persone, perdio. Eppero'…che palle gli Italiani. Gli unici altri che ho sentito inveire cosi' tanto come me contro I conterranei sono I Britannici, ma tendenzialmente solo perche' fanno schifo pure a loro gli ubriaconi che girano per l'Europa.
La domanda e': perche' ? Perche' e' cosi' naturale per me vergognarmi di essere italiano ? Eppure mi piacciono gli spaghetti, sono convinto che sarei un ottimo CT della Nazionale, da piccolo avevo Conoscere e I Quindici negli scaffali di casa, mi ricordo Il Segno del Comando e Domenica In con Corrado… Cosa cambia quando vivi per un po' in un'altra Nazione ?
| inviato da il 1/6/2006 alle 15:56 | |
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30 maggio 2006
Sorry, I don't understand...
Obbiettivamente, ma se io dicevo quello che ha detto la Fallaci sulla moschea in Colle Val D'Elsa a proposito della prossima chiesa che verra' costruita in Italia, mi mettevano sulla prima pagina dei giornali o in carcere ? E poi chiedono perche' uno quando sente parlare italiano a Glasgow fa finta di niente e si finge Unno...
| inviato da il 30/5/2006 alle 15:15 | |
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29 maggio 2006
Casa mia ?
Il primo vero trauma ce l'hai quando finalmente, dopo dieci mesi, torni a casa. Casa ? Vediamo: hanno cambiato un tot di sensi unici, e quindi non riesci piu' ad arrivare in piazza; gli amici parlano di fatti, persone, programmi tv dei quali non sai niente; due o tre negozi dove andavi sempre hanno cambiato gestione oppure non esistono piu'; i prezzi sono tutti diversi da quelli che ricordavi. Ma cazzo, sono passati solo 10 mesi ! Ed e' li' che ti rndi conto che quella non e' piu' proprio "casa tua". E' un posto che conosci bene, nel quale vivono persone che frequentavi quotidianamente, dove tutti parlano la lingua con la quale parlava tua nonna... ma non e' "casa". D'altra parte il posto da dove vieni sicuramente non lo e', perche' non capisci la meta' di quello che dicono, perche' le faccie per la strada non assomigliano a nessuno, perche' per le attivita' di ordinaria amministrazione come comprare le sigarette o il giornale devi imparare a riconoscere insegne aliene.
E allora ? Allora piano piano l'idea che tu "casa" forse non ce l'avrai piu' si comincia a ritagliare un bel posto nel tuo capoccione, e senti, sai che non ne uscira' piu'.
Cambiare nazione per lavoro o, per dirla con la parola piu' giusta, emigrare e' anche questo: tagliare delle radici realizzando che non te ne potrai far crescere altre.
Ma chi l'ha detto che sia cosi' male poi ?
| inviato da il 29/5/2006 alle 16:38 | |
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